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Dante Alighieri (1265 - 1321) | |||||||||||||||
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Il sommo poeta, esiliato dalla sua amata Firenze, per il prevalere nella città della parte guelfa a lui avversa, accettò di buon grado l’ospitalità che gli venne offerta dal marchese di Mulazzo Franceschino Malaspina, esponente di primo piano della parte ghibellina come Dante. In Lunigiana, al poeta, preceduto da una buona fama, vennero affidati incarichi importanti tra questi il compito non semplice di concludere la pace con il vescovo di Luni. Il vescovo Enrico da Fucecchio con un immane sforzo recuperò molti beni dell’episcopato. Con un solenne atto rogato dal notaio sarzanese Parente del fu Stupio ed ancor oggi conservato all’Archivio Notarile della Spezia, il marchese Franceschino Malaspina nomina Dante suo legittimo procuratore, esecutore speciale per concludere la pace con il vescovo Antonio da Camilla e i suoi sudditi e seguaci. Questo solenne atto si è compiuto nella piazza Calcandola (ndr oggi Piazza Matteotti) di Sarzana la mattina presto (il documento dice prima della messa) del sei ottobre 1306; nella stessa giornata Dante raggiunge il castello di Castelnuovo, dove conclude la pace sospirata con il vescovo Antonio. Il sommo poeta è sicuramente l’ispiratore del documento di pace che contiene una lunga premessa che riecheggia direttamente un passo del “De Monarchia”. Il trattato stipulato a Castelnuovo tra Dante e il vescovo segnò il declino del potere comitale del prelato lunense sancendo la supremazia dei Malaspina in Lunigiana. Il ricordo della presenza di Dante in Sarzana è immortalato in alcune epigrafi commemorative che fanno ancora bella mostra nella facciata del palazzo comunale, ed anche nel nome della via omonima, sull’argine della Calcandola, parallela a quella intitolata al Cavalcanti.
Da "Società, economia, avvenimenti, personaggi di Sarzana" Volume II di Lamioni, Salviati, Gastardelli |
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