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Dario Capolicchio (1971 - 1993) Amministrazione Servizi al cittadino Turismo e cultura Manifestazioni Eventi  English version

Dario CapolicchioNato a Palermo il 29 Settembre 1971 e morto a Firenze, vittima della strage terroristica di via dei Georgofili, nella notte deI 27 Maggio 1993.

Approda in quel di Sarzana nel 1975 con tutta la famiglia dovuto al trasferimento del padre quale ingegnere della Montedison.
Completa gli studi inferiori tra Ameglia e Sarzana e consegue il diploma di Liceo Artistico di Carrara.
Poi studente nella facoltà di Architettura a Firenze, città vista come complemento ideale per conseguire la migliore formazione culturale e professionale.

Egli ama profondamente Sarzana, la sua nuova città, e diventa più sarzanese di un sarzanese DOC, ne assimila sia il dialetto che la cadenza nella parlata. È un ragazzo come molti della sua età: un po' scanzonato, con una personalità in grado di aggregare intorno a sè amici e compagni, come si deve essere a vent’anni.

Nulla in lui è negativo e ciò che ha lasciato, materialmente e spiritualmente, ne è la dimostrazione concreta.
Quanti lo hanno conosciuto amici e non, sanno quanto amore ed enfasi metteva nel suo vivere; un vivere fatto per le cose più nobili della vita.
Ama la montagna, specialmente le Alpi Apuane di cui ne conosce ogni piega del terreno, ogni anfratto, ogni versante. Si iscrive al C.A.I. e partecipa a tutte le attività indette dal gruppo di Sarzana.

L’ultima sua attività, in questo senso, era stata rivolta alla conservazione di quel grande patrimonio storico-culturale ed ambientale delle “Terre Alte” che non andasse perduto nel generale disinteresse, condannato da un ineluttabile abbandono. Scalare le pendici delle sue amate Apuane e raggiungere le cime con tutta la modestia e il rispetto di chi sa riconoscere ciò che di più grande esiste sulla terra, e allo stesso tempo il sapere apprezzare la fatica fisica ed il godimento di portare a termine una pur piccola impresa sono l'immagine riflessa allo specchio del suo animo.
Un animo che sapeva godere ed apprezzare i piaceri della vita quotidiana.

A pochi è dato di sapere leggere le bellezze più semplici del vivere, ma a lui, che la triste sorte è toccata, e forse proprio per questo, la natura aveva dato la capacità di gioire di tutto ciò che è puro e di primordiale esiste nell’uomo e nella vita.

Il ricordo in fondo è la sola cosa che ci resta, la sua funzione non vuole essere meramente “consolatoria”, né potrebbe esserlo: niente può compensare la perdita di una vita.
Per non dimenticare bisogna conoscere e far conoscere, bisogna testimoniare per non soccombere, per non offuscare nell’euforia dell’oggi e nelle trepide speranze per il domani, le dolorose atrocità che ci hanno travolto e che non possiamo lasciarci alle spalle, ma che dobbiamo tramandare ai nostri figli perché sappiano costruire il loro domani nel rispetto dei valori morali e civili che, soli, possono reggere un mondo veramente libero.

 

Da "Società, economia, avvenimenti, personaggi di Sarzana" Volume II di Lamioni, Salviati, Gastardelli
Edito da Pubblica Assistenza "La Misericordia & Olmo" Sarzana e AISM - La Spezia


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Ultima modifica
22.03.2008
Francesco Tacconi consulente ICTRealizzazione
Marco Arfanotti e Francesco Tacconi