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Lancilotto Cattani (Sec. XV) | |||||||||||||||
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Nell’incerto quadro politico della seconda metà del quattrocento la potente famiglia genovese dei Campofregoso cerca di conquistare Sarzana, sostituendosi alla Signoria di Firenze che da alcuni anni dominava la città. I Campofregoso potevano contare a Sarzana sul favore e l’amicizia di alcune tra le famiglie più influenti, in primo luogo i conti Cattani, legati per ragioni dinastiche a Genova e su alcuni influenti esponenti del clero regolare in particolare i frati domenicani che, grazie al sostegno economico dei Campofregoso, avevano potuto edificare ex novo il loro convento all’interno delle mura, dove è attualmente il teatro Impavidi. La notte del 7 dicembre 1479 alcuni sarzanesi aprirono una porta della città e vi fecero entrare le truppe comandate da Ludovico ed Agostino Campofregoso. La Signoria di Firenze, indignata di questo grave affronto, dichiarò guerra ai Campofregoso, i quali non potendo da soli sostenere l’impresa, chiesero aiuto al Banco di San Giorgio della Repubblica di Genova che inviò un buon numero di soldati alla difesa della città. Dopo una lunga guerra, Sarzana venne conquistata nella primavera del 1484 dalle truppe del Banco di San Giorgio. Il Consiglio comunale nominò subito una commissione composta di cittadini illustri presieduta da Lancilotto Cattani perché trattasse le nuove convenzioni con il vincitore, il Banco di San Giorgio. Il conte riuscì nell’occasione ad ottenere condizioni assai favorevoli per la sua città che venne esentata dal pagamento di qualsiasi imposta, mentre i mercanti sarzanesi potevano importare ed esportare liberamente da Genova le proprie merci. Queste condizioni costituiranno per lungo tempo la base della fortuna economica e del conseguente sviluppo commerciale di Sarzana. La città non dimenticò il conte Lancilotto Cattani; a lui non solo dedicò una via del centro storico, ma volle che un suo grande ritratto facesse bella mostra di se insieme con gli altri sarzanesi illustri a cominciare dal pontefice Niccolò V nella sala del palazzo municipale.
Da "Società, economia, avvenimenti, personaggi di Sarzana" Volume II di Lamioni, Salviati, Gastardelli |
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