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John Fitzgerald Kennedy (1917 - 1963) | |||||||||||||||
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La sua famiglia proveniva dall'Irlanda: erano contadini emigrati in America a metà dell'800. Dopo gli studi ad Harvard ed un periodo in Marina, nel 1946 si presentò come candidato indipendente per la nomination democratica alla Camera dei deputati del Massachusetts e vinse la primarie. Nel 1960 si candidò a presidente per i Democratici e, nonostante gli ostacoli per la sua giovane età, il 20 gennaio 1961 fu nominato 35° presidente degli Stati Uniti d’America succedendo al generale Dwight D. Eisenhower. I primi periodi di presidenza furono critici ma cruciali: Kennedy dovette affrontare il problema della guerra fredda con i sovietici e la crisi con Fidel Castro. L'estrema fermezza, ma non mera rigidità, del Presidente americano, unita al sottile intervento di papa Giovanni XXIIII, spinsero Krusciov a smantellare le basi missilistiche di Cuba aprendo così la strada ad un clima di maggiore distensione internazionale che portò a una parziale soluzione dei rapporti tra le due potenze che culminò con l'accordo per la messa al bando degli esperimenti nucleari nell'atmosfera (trattato di Mosca, 5 agosto 1963). In queste circostanze il Presidente si rivelò energico e deciso: chiamò la nazione a impegnarsi e a sacrificarsi per garantire e assicurare il successo della libertà. Nell’autunno del 1963 era a Dallas per un comizio in previsione delle elezioni presidenziali, durante la parata del 22 novembre 1963, John F.Kennedy venne assasinato. John Fitzgerald Kennedy fu anche il primo e, al momento, unico Presidente degli Stati Uniti di religione cattolica. |
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