|
Corrado Martinetti (1872 - 1953) | |||||||||||||||
|
E proprio in riferimento a piazza della Calcandola (odierna piazza Matteotti e già Vittorio Emanuele), in un suo bellissimo libretto intitolato “Mia terra colorata di memorie” Gastaldi Editore 1951, viene citata storicamente dall’autore, soprattutto per un particolare architettonico, ormai scomparso da secoli, che esisteva nella suddetta piazza. Nel 1496, Francescotto Parentucelli innalzava sulle mura di Sarzana, le insegne di S. Giorgio, simbolo della Serenissima Repubblica di Genova, essendo stata, fino ad allora la stessa città, sotto il dominio dei Fiorentini. Questa operazione ebbe il costo di 24 mila Ducati d’oro, ma che affrancavano Sarzana dal dominio di Carlo VIII, Re di Francia, che l’aveva avuta dai Fiorentini. L’artista si prodigò per l’esecuzione del lavoro, che consisteva in una grande colonna, posta su di un piedistallo con tre gradini, ed attorno un cordonato marmoreo con sedili; sul termine della colonna, stava il gruppo di S. Giorgio a cavallo, tutto dorato, lo stesso Mastro Matteo, venne di persona per sistemare la sua opera. Di questa stupenda opera del Civitali, non rimase più nulla; durante la Rivoluzione Francese nel 1797, le sommosse popolari, nella logica della distruzione dei simboli di dominio, avevano atterrato questo reperto storico della antichissima piazza. Ed è con orgoglio, che ci sentiamo in dovere di trascrivere questa sua “Ode a Sarzana”. "Non più torna il Magnifico sul buio all’orror dell’assedio; Sarà duramente provato dalla vita, nel corso della guerra quando sulle alture di Monte d’Armolo, la collina che sovrasta il Convento dei Cappuccini durante un intenso cannoneggiamento, perderà l’adorata figlia Mirella e ferita gravemente l’altra figlia Viviana; ma la sua forte fibra, il suo indomito spirito artistico e la sua cultura, saranno lo scopo della sua vita ancora per anni. Lascerà la sua cara ed adorata Sarzana il 21 Febbraio 1953, nella vecchia casa di piazza della Calcandola, che lo vide nascere ed in cui era tornato ad abitare; “dove la linea degli antichi portici s’incurva verso levante come un arco di luna, o un seno gonfio di latte ...” con una enorme partecipazione di popolo, ma soprattutto con il perenne ricordo dei suoi amati concittadini Sarzanesi. La Civica Biblioteca della nostra città e intitolata al poeta Corrado Martinetti..
Da "Società, economia, avvenimenti, personaggi di Sarzana" Volume II di Lamioni, Salviati, Gastardelli |
||||||||||||||||
| |
||||||||||||||||
|
||||||||||||||||