Angelo Giuseppe Roncalli nacque il 25 novembre 1881 a Sotto il Monte, in provincia di Bergamo.
Era il quarto di 13 figli (primo figlio maschio) di Marianna Mazzola e di Giovanni Battista Roncalli: una modesta famiglia di contadini mezzadri ("eravamo poveri ma contenti della nostra condizione .").
Manifestando fin dalla fanciullezza una seria inclinazione alla vita ecclesiastica, concluse le elementari, a 11 anni (il 7 novembre 1892), entrò in seminario, a Bergamo, dove frequentò il ginnasio e il liceo.
Dopo un avvio incerto, avendo proficuamente terminato nel luglio del 1900 il secondo anno di teologia, proseguì gli studi a Roma presso il Seminario Romano dell' Appolinaire.
Dopo un intermezzo per svolgere il servizio militare fu ordinato sacerdote il 10 agosto 1904.
Fu scelto quale segretario del Vescovo di Bergamo, mons. Radini-Tedeschi.
Oltre al compito di segretario, svolse altri numerosi incarichi.
Dal 1906 insegnò, in seminario, storia ecclesiastica, patrologia e apologetica; dal 1910 gli fu assegnato anche il corso di teologia fondamentale.
Fu direttore del periodico diocesano "La Vita Diocesana" e dal 1910 assistente dell' Unione Donne Cattoliche.
Fu cappellano militare (per più di tre anni) durante la prima guerra mondiale.
Nel luglio del 1918 accettò generosamente di prestare servizio ai soldati affetti da tubercolosi.
Fu in questi anni che definì il suo metodo di lavoro:
"Mettersi a contatto con tutti, essere presente dovunque, esporre con chiarezza la dottrina, non lasciarsi sopraffare dalle difficoltà, non arrendersi alle iniziative avversarie, non accontentarsi di fare argine e tenere posizioni, ma precedere e guidare in spirito di apostolato".
Nel 1921 fu nominato presidente del Consiglio Centrale per l'Italia della Pontificie Opere Missionarie.
Nel 1925 diventò Vescovo ed iniziò una fortunata carriera nella diplomazia vaticana.
Dal '25 al '34 fu in Bulgaria in qualità di Visitatore e Delegato Apostolico.
L'incarico inizialmente a termine si trasformò in una permanenza decennale, durante la quale pose le basi per la fondazione di una Delegazione Apostolica, di cui egli stesso venne nominato primo rappresentante nel 1931.
Dal '34 al '44 fu ad Istanbul come Delegato Apostolico di Turchia e Grecia (paesi senza relazioni diplomatiche con il Vaticano) e a differenza della Grecia, dove l'azione di Roncalli non ottenne risultati di rilievo, le relazioni con il governo turco invece migliorano progressivamente per la comprensione e la disponibilità mostrate dal Delegato nell'accettare le misure ispirate dalla politica di laicizzazione perseguite da quel governo.
Con tatto e abilità organizzò alcuni incontri ufficiali con il Patriarca di Costantinopoli, i primi dopo secoli di separazione con la Chiesa Cattolica.
Durante la Seconda Guerra Mondiale conservò un prudenziale atteggiamento di neutralità, che gli permise di svolgere un'efficace azione di assistenza a favore degli Ebrei, salvati a migliaia dallo sterminio, e a favore della popolazione greca, stremata dalla fame.
Fu promosso, con decisione personale di Pio XII, alla prestigiosa Nunziatura di Parigi, dove giunse il 30 dicembre 1944.
Lo attendeva una situazione particolarmente delicata.
Il governo provvisorio chiedeva la destituzione di ben trenta Vescovi, accusati di collaborazionismo con il governo di Vichy.
La calma e l'abilità del nuovo Nunzio riuscirono a limitare il numero dei Vescovi destituiti a solo tre.
Le sue doti umane lo imposero alla stima dell'ambiente diplomatico e politico parigino, dove instaurò rapporti di cordiale amicizia con alcuni dei massimi esponenti del governo francese.
In tutti paesi a cui fu destinato, Mons. Roncalli affrontò la difficile situazione sociale, politica e religiosa con equilibrio e semplicità, riuscendo a conquistare tutti, potenti e non.
Nel 1953 Pio XII lo nomina Cardinale e Patriarca di Venezia dove giunge il 5 marzo 1953.
Nel suo discorso di nomina a Patriarca dice ai veneziani:
"Vengo dall'umiltà e fui educato a una povertà contenta e benedetta ...
La Provvidenza mi trasse dal mio villaggio nativo e mi fece percorrere le vie del mondo. preoccupato più di quello che unisce che di quello che separa e suscita contrasti".
E continua:
"Raccomando alla vostra benevolenza l'uomo, che vuol essere semplicemente vostro fratello, amabile, accostevole, comprensivo".
Decise che tutti i giorni per tre ore, dalle 10 alle 13, tutti i veneziani, soprattutto i più poveri, che avessero qualcosa da dirgli, potessero liberamente andarlo a trovare nel suo palazzo.
Gli piaceva stare con la gente, amava andare per le strade e per i campielli e trovava spesso il tempo di visitare gli ammalati nei vari ospedali.
Il 28 ottobre 1958, dopo la morte di Pio XII, fu eletto Sommo Pontefice e scelse il nome di Giovanni (nome di suo padre, del patrono del suo paese d'origine e dell'evangelista della carità).
Aveva 77 anni e l'impressione generale era quella che la sua elezione fosse la nomina di un papa "di transiz", che riceveva l'eredità del suo predecessore in attesa che la situazione della Chiesa e del mondo cristiano si fosse chiarita.
Ma già dopo soli tre mesi dalla sua elezione, dimostrò che queste non erano le sue intenzioni, annunciando la convocazione di un Concilio Ecumenico.
Introdusse un nuovo modo di fare il Papa, con molte sorprese:
- Abolì molte formalità nella Santa Sede.
- Visitò (inaspettatamente) i bambini e gli anziani in ospedale e i detenuti in carcere.
- Annunciò a sorpresa il Concilio Vaticano II con lo scopo di aggiornare la dottrina cristiana.
- Aumentò gli stipendi dei lavoratori della Santa Sede, raddoppiando le paghe delle categorie inferiori e migliorando quelle delle categorie superiori.
- Visitò personalmente le parrocchie e le borgate della città, in qualità di Vescovo di Roma.
- Fu il primo Papa ad uscire dal Lazio, (dopo l'annessione di Roma allo stato italiano nel 1870), compiendo un pellegrinaggio in treno a Loreto e Assisi.
- Durante il suo Pontificato, nominò 37 nuovi cardinali, tra cui per la prima volta nella storia un tanzaniano, un giapponese, un filippino e un messicano.
- Fu il primo Papa che canonizzò il primo santo di colore, fra Martin de Porres.
Il 10 maggio 1963 fu insignito del premio internazionale "Balzan" per la pace a testimonianza del suo impegno per la pubblicazione delle Encicliche Mater et Magistra (1961) e Pacem in terris (1963) e del suo decisivo intervento in occasione della grave crisi di Cuba nell'autunno del 1962.
Dopo una breve malattia, dopo 4 anni sei mesi e sei giorni di pontificato, Giovanni XXIII morì la sera del 3 giugno 1963.
Fu molto amato, e lo è tuttora, per la sua personalità umana, il suo interesse verso i più deboli, il suo zelo apostolico che lo portò ad iniziative insolite, a contatto diretto con la gente.
E' stato beatificato da Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000 e la su festa liturgica è stata fissata l'11 ottobre, il giorno dell'inizio del Concilio Vaticano II.
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