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Sandro Pertini (1896 - 1990) | |||||||||||||||
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Ha partecipato alla prima guerra mondiale; ha intrapreso la professione forense e, dopo la prima condanna a otto mesi di carcere per la sua attività politica, nel 1926 è condannato a cinque anni di confino. Tornato in Italia nel 1929, è stato arrestato e nuovamente processato dal tribunale speciale per la difesa dello Stato e condannato a 11 anni di reclusione. Tornato libero nell'agosto 1943, è entrato a far parte del primo esecutivo del Partito socialista. Nel 1944 è evaso dal carcere assieme a Giuseppe Saragat, ed ha raggiunto Milano per assumere la carica di segretario del Partito Socialista nei territori occupati dal Tedeschi e poi dirigere la lotta partigiana: è stato insignito della Medaglia d'Oro. Conclusa la lotta armata, si è dedicato alla vita politica e al giornalismo. E' stato eletto Segretario del Partito Socialista Italiano di unità proletaria nel 1945. Direttore dell'"Avanti" dal 1945 al 1946 e dal 1950 al 1952, nel 1947 ha assunto la direzione del quotidiano genovese "Il Lavoro". E' stato eletto Deputato al Parlamento nel 1953, 1958, 1963, 1968, 1972, 1976. Dopo il fallimento della riunificazione tra P.S.I. e P.S.D.I., aveva rassegnato le dimissioni, respinte da tutti i gruppi parlamentari. E' stato eletto Presidente della Repubblica l'8 luglio 1978 (al sedicesimo scrutinio con 832 voti su 995). Ha rassegnato le dimissioni il 23 giugno 1985: è divenuto Senatore a vita quale ex Presidente della Repubblica. E' deceduto il 24 febbraio 1990. Testo tratto da www.quirinale.it |
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