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Giuseppe Picedi Benettini (1923 - 1944) | |||||||||||||||
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I sentimenti intimamente democratici, del giovane Picedi, non fanno altro che avvalorare le simpatie dei suoi coetanei; e proprio questa sua innata disponibilità, crea il supporto per iniziare, all’età di 21 anni, ricco di entusiasmo e di ideali, a far parte dell’organizzazione partigiana nella guerra in atto, nell’Appennino Tosco-Emiliano. Sempre pronto e disciplinato, allegro con i compagni di battaglia, con l’eterno sorriso sulle labbra, tutti lo tengono in grande considerazione. Il mattino piovoso del 17 ottobre 1944, un improvviso rastrellamento di forze tedesche, partite dal vicino Passo del Cirone, si presenta alle porte del paese; tutta la compagnia è in allarme, le forze soverchianti inducono a fuggire, per salvare la vita ed ognuno si arrangia come può; ma non è così per l’eroico Penola; mentre i tedeschi iniziano a sparare all’impazzata, contro le finestre dell’Albergo Ghirardini, egli carico di munizioni, si asserraglia nella sua stanza e per ore ed ore tiene testa alle SS germaniche fino all’ultimo caricatore del fucile mitragliatore. La stanza è crivellata di colpi, finché uno di questi colpisce, al capo, il magnifico combattente; pare che il suo corpo sia stato trovato con il sorriso sulle labbra; a onor del vero, dobbiamo inchinarci, con il dovuto rispetto, a questo autentico eroe della nostra Sarzana e senza per nulla cadere nei meandri della retorica, ricordare sempre e trasmettere a tutti che il prezzo della libertà, pagato con il sacrificio della propria vita, è il più alto onore che un uomo possa dare alla sua Patria. Giuseppe Picedi Benettuii, detto "Pe", vivrà sempre in noi come simbolo di eroico martirio, ma soprattutto di speranza e di esempio, per questa nostra sconquassata Italia! GIUSEPPE PICEDI BENETTINI
Da "Società, economia, avvenimenti, personaggi di Sarzana" Volume II di Lamioni, Salviati, Gastardelli |
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