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Giacomo Bianchi | |||||||||||||||
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Gli anni di carica dello studio scolastico, di iniziazione dottorale specifica e di erudita preparazione accademica, lo portano al suo primo ruolo di docente di medicina sociale e poi di medicina del lavoro presso l’Università di Pisa. Gli anni fruttuosi del pur enorme carico della famiglia, con moglie e otto figli. Gli anni della carriera militare agli esordi della seconda guerra mondiale, come capitano medico del R.E. sul fronte occidentale, poi maggiore medico negli ospedali della regia marina, a Brindisi ed altri, della squadra sommergibili di La Spezia e Pola. Gli anni tumultuosi, di improvvisazione e deficienza di mezzi, della guerra partigiana nella Brigata Muccini. Gli anni di dominio forzato degli eventi bellici. Gli anni di apprensione, paura e sopraffazione, di pene e ricatti dei nemici interni e naturali e politici in particolare. Gli anni dell’immediato dopoguerra a sostegno di tutti, specie dei vecchi compagni da riconoscere invalidi. Gli anni della sua relativamente continua anzianità di servizio a tutti, in cui la sua vita è stata un insieme di necessità umane e di solidarietà più che di esigenze personali e riscontri professionali.
Da "Società, economia, avvenimenti, personaggi di Sarzana" Volume II di Lamioni, Salviati, Gastardelli |
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