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Ercole Mario Musetti (1900 -1945) | |||||||||||||||
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Ercole Musetti nacque in Gragnana, (provincia di Massa-Carrara) il 26 gennaio del 1900. Egli, disoccupato, la aiutava in quel lavoro, ma non ne era completamente soddisfatto, perché il guadagno era appena sufficiente a mandare avanti la famiglia, dove c’erano due figli ancora piccoli da crescere: Antonio ed Evaristo. Ercole, di idee socialiste, ben presto, entrò a far parte del gruppo antifascista clandestino costituito dai sarzanesi e, successivamente, dopo il 1943, fece parte della brigata Muccini, col nome di "Bosisio". Con il suo distaccamento si stabilì sulle Alpi Apuane, sopra Carrara. Di nascosto, egli veniva abbastanza spesso a Sarzana per incontrare la sua famiglia e, proprio una notte in cui era a casa, in seguito a delazione, fu scoperto. I “Mai morti”, infatti, andarono nella sua abitazione, lo catturarono e lo portarono al comando delle brigate nere, dove fu trattenuto, con altri sette prigionieri, per alcuni giorni. Gli otto giovani furono messi contro il muro di cinta dell’ospedale San Bartolomeo e, senza pietà, furono fucilati di fronte ad un gruppo di persone inorridite, chiamate apposta affinché vedessero che cosa accadeva ai “ribelli”. Sempre per questo scopo, i loro cadaveri avrebbero dovuto rimanere esposti per 24 ore; per fortuna, almeno ciò non avvenne. Intanto, Antonio ed Evaristo, i due figli di Ercole, avvisati dell’accaduto, si recarono subito alla “Croce”, ma erano appena giunti dalla parte opposta a quel muro, quando udirono le raffiche delle mitraglie. Dopo poco tempo gli furono fatti i funerali, ai quali parteciparono solo gli stretti parenti, in quanto amici e conoscenti ebbero timore di essere individuati e perseguitati, perciò rimasero nelle loro abitazioni. Il Comune di Sarzana, dopo la guerra, gli conferì la medaglia d’oro alla memoria.
Da "Testimoni del tempo e della storia” di Isa Sivori Carabelli |
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