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Le vittime civili | |||||||||||||||
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Le “vittime civili” della guerra mondiale furono moltissime, a causa dei bombardamenti alleati, delle rappresaglie nazifasciste (quasi sempre feroci e indiscriminate), degli incidenti provocati dalla grande presenza di armi e di ordigni inesplosi. Tra quelle povere vittime hanno suscitato sempre molta impressione e commozione, allora come oggi, i bambini e gli adolescenti, la cui vita risultò spezzata quasi sul suo nascere. Anche Sarzana pagò, sotto questo profilo, un tributo molto alto alla tragedia della guerra, tributo che fu senza dubbio, una volta di più, di forte spinta al diffondersi ed all'affermarsi di sentimenti di pace, culminati nell'attuale articolo 11 della Costituzione della Repubblica, quello in cui si dice che la Repubblica “ripudia la guerra”: non la condanna, né semplicemente la rifiuta, ma la “ripudia”, che è un verbo molto più forte, quasi di rabbia e di sdegno: la rabbia e lo sdegno di chi era stato costretto a dare pietosa sepoltura a tanti corpi di persone innocenti, uomini e donne, fanciulli e ragazzi, rimasti uccisi a causa della guerra e delle sue conseguenze. Diversi giovinetti, pure a Sarzana, morirono anche nei mesi e negli anni immediatamente seguenti la fine del conflitto, a causa proprio del gran numero di ordigni inesplosi, che rappresentavano un grave pericolo per chi li trovasse e li maneggiasse. Alcune lapidi, in città ed al cimitero urbano, ricordano proprio eventi del genere[...]. In tal modo, la vicenda della guerra e l'impegno di pace di chi lottò contro gli oppressori occupanti possono apparire in una luce più completa, ben comprensibile anche dai giovani che, per fortuna loro, non vissero tempi di violenze e di bombardamenti.
Da "Testimoni del tempo e della storia” di Isa Sivori Carabelli |
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