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I Romani, nella loro marcia verso le Gallie, dopo aver sottomesso gli Etruschi, dovettero scontrarsi con i Liguri Apuani.
Costoro, favoriti dalla natura delle montagne che permettevano di difendersi con estrema facilità, inflissero agli invasori delle dure sconfitte alle quali i Romani risposero con la deportazione pressoché totale della popolazione: 40.000 persone furono trasferite nel Sannio.
I pochi superstiti, rifugiatisi sempre più in alto, furono a poco a poco costretti ad abbandonare la resistenza.

Le guerre dei Romani contro i Liguri si collocano tra il 238 e il 155 a.C., ma in questo periodo di 83 anni vi sono molte lacune ed incertezze.
La prima data segna la vittoria di Tiberio Sempronio Gracco; due anni più tardi ( 236 a.C.) Lucio Cornelio Lentulo meritò il trionfo.

Nel 234 a .C. arrivò un esercito comandato da Postumio Albino e l'anno seguente un altro comandato da Quinto Fabio Massimo.
Queste vittorie forse non conseguirono gli effetti sperati perché i due consoli furono nuovamente a capo di un esercito contro i Liguri nel 230 a.C.
Un attacco si svolse contemporaneamente anche al nord e nel 233 a.C. Publio Furio Filo combatté contro i Liguri Padani.

Nel 215 a.C. Luni era già romana perché dal suo porto sembra sia partita la flotta diretta in Sardegna per domare una rivolta colà scoppiata.
Da questa città è certa la partenza di altra flotta comandata da M. Porcio Catone nel 195 a.C. alla volta della Spagna.

Il primo scontro per il possesso del Carpione i Romani lo ebbero nel 186 a.C. e fu per loro una grave sconfitta.
Mettendo in pratica la tattica di ritirarsi e far addentrare il nemico in gole impervie per sopraffarlo più facilmente, i Liguri sconfissero il console Q. Marcio Filippo.

Racconta Livio:
"Intanto Q. Marcio si preparava ormai a partire per la provincia dei Liguri con 3.000 fanti romani e 150 cavalieri, oltre a 5.000 fanti della Confederazione Latina e 200 cavalieri ricevuti per completare i quadri.
La stessa provincia, lo stesso numero di fanti e di cavalieri erano stati assegnati anche al collega.
Essi ebbero in consegna gli eserciti che l'anno precedente erano stati dei consoli C. Flaminio e M. Emilio.
Inoltre furono autorizzati per senatoconsulto ad arruolare nuove legioni, e imposero ai soci e alla Confederazione Latina il contributo di 2.000 fanti e 800 cavalieri."

... Mentre [Q.Marcio] li inseguiva nel fondo di boschi remoti in cui quelli avevano trovato sempre i loro nascondigli e i loro rifugi fu circondato in posizione sfavorevole in una gola già occupata da loro.
Andarono perduti quattromila soldati e tre insegne della seconda legione; undici vessilli dei soci della Confederazione Latina vennero in potere dei nemici, oltre a molte armi gettate via in disordine perché erano d'impaccio alla fuga per i sentieri fra i boschi.
Desistettero prima i Liguri dall'inseguire che i Romani dal fuggire.
Il console, appena uscito dal territorio nemico, per non lasciar vedere di quanto erano assottigliate le file, dislocò l'esercito in luoghi pacificati.
Ma non poté cancellare il ricordo dell'insuccesso perché la gola da cui i Liguri l'avevano fatto fuggire fu chiamata Salto Marcio.

L'anno seguente però il Console Sempronio raggiunse l'attuale golfo della Spezia e pochi anni più tardi Luni divenne colonia romana.

 

Da "Appunti per una storia di Sarzana" di Ennio Callegari


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Ultima modifica
22.03.2008
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