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Personaggi dei fatti del 1921 | |||||||||||||||
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“A Luigi Gastardelli prima vittima della violenza fascista - 12 giugno 1921”. Il fascismo - movimento politico nato alla fine del 1919 a Milano per iniziativa di Benito Mussolini - assunse pressoché subito, in un Paese ancora provato dalla tragedia della prima guerra mondiale e attraversato da pesantissime contraddizioni e lotte sociali, il carattere della violenza e dell’eversione. La debolezza dell’ancora giovane democrazia italiana, le forti pressioni esercitate sul Re (che ad esse non seppe resistere) e le contraddizioni delle forze politiche tradizionali non riuscirono invece ad impedire l’affermarsi progressivo e violento del regime fascista, e Mussolini fu chiamato a presiedere il governo il 28 ottobre 1922, all’indomani della cosiddetta “Marcia su Roma”. Ma una parte rilevante del popolo italiano quei germi li aveva potuti vedere, e subire sulla propria pelle. Come appunto il popolo di Sarzana. Per questo gli avvenimenti accaduti in città nel periodo del giugno - luglio 1921, anche se non isolati nel Paese, assunsero subito un significato emblematico, ed ancora oggi rappresentano una pagina importante della storia dell’Italia nel Novecento. A partire, appunto, da Luigi Gastardelli, la prima di una serie lunghissima di vittime sarzanesi del fascismo (persone uccise, ferite, deportate, perseguitate nei modi più subdoli ed anche atroci). E ’ importante notare come tra coloro cui Sarzana ha intitolato strade, piazze, lapidi o istituzioni nel ricordo di quei giorni non ci siano solo gli antifascisti “tradizionali”: il sindaco socialista dell’epoca Pietro Arnaldo Terzi, alcuni suoi collaboratori ed altre persone uccise, bensì anche il capitano dei Reali Carabinieri Guido Jurgens e il caporale di fanteria Paolo Diana. A conferma del fatto che le istituzioni preposte alla tutela dell’ordine pubblico, sebbene in molti luoghi fossero già conniventi col fascismo (e quindi pronte a tradire il giuramento prestato), non dappertutto si comportarono così. A Sarzana non lo fecero. Per questo molti storici autorevoli ed uomini politici (tra cui Sandro Pertini, socialista ligure che fu presidente della Repubblica) hanno sostenuto che “se in tutte le città italiane la violenza fascista fosse stata fermata come a Sarzana, il fascismo non si sarebbe affermato”. Si comprende dunque quale sia stato il valore della testimonianza di quegli uomini, in quei giorni: se il loro esempio fosse stato seguito, l’Italia si sarebbe risparmiata enormi sacrifici in termini di vite umane, di risorse, di credibilità internazionale.
Da "Testimoni del tempo e della storia” di Isa Sivori Carabelli |
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