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Una manifestazione della Lunigiana nel periodo tra la preistoria e la storia più antica ci è rimasto nelle statue-stele.
Questo tipo di monumenti, che si trova con caratteri più o meno simili in tutta l'Europa, dalla Spagna alla Russia, sono più comunemente dette menhirs.
Nel nostro caso essi si trovano in un'area abbastanza ristretta tra Pontremoli, Filattiera e Bagnone e tra Monzone e Vinca, con altre sparse qua e là.
Alla Spezia ne sono state ritrovate due a parecchi metri di profondità durante i lavori per la costruzione dell'arsenale, a Sarzana una testa nelle cave di argilla delle fornaci Saudino nel 1912 a 11 metri di profondità (queste evidentemente trasportate durante le piene della Magra e del Lagora) e una a Falcinello nel 1976, usata come architrave per un finestrino, infissa nelle mura medioevali.
Complessivamente sono oltre cinquanta.

Sul loro significato sono state avanzate alcune ipotesi: legate al culto della fecondità o dedicate a capi tribù.
La collocazione nel tempo è quanto mai difficile perché in esse si nota un'evoluzione durata certamente alcuni secoli.
Le più antiche si riconoscono per la rozzezza della scultura dovuta alla limitatezza dei mezzi e dell'abilità degli autori del lavoro, mentre quelle ritenute ultime rivelano una ben diversa rifinitura nell'esecuzione.
Sono state divise per alcuni caratteri in tre gruppi.

In quelle del gruppo A, le più rozze e quindi le più antiche, si nota la testa unita al tronco, il volto marcato a U o con una fascia di contorno e le braccia ripiegate leggermente sul ventre; le maschili con un pugnale triangolare, le femminili con i seni stilizzati.

Quelle del gruppo B, evoluzione del primo, mostrano la testa retta dal collo robusto ed espansa ai lati e con gli altri caratteri di quelle del gruppo A.
Le maschili possono avere anche un'ascia di pietra sul davanti; le femminili hanno i seni scolpiti in modo più veristico.

Quelle del gruppo C, evidentemente le ultime in ordine di tempo, hanno l'aspetto di una vera statua con la marcatura del volto e del collo abbastanza naturale.
Sono tutte maschili e mostrano una fascia a modo di cintola, asce, giavellotti, pugnali.
Esse inoltre portano incisi segni dell'alfabeto etrusco.
Ciò sta a dimostrare che furono scolpite quando vi erano contatti fra i due popoli e che quindi era conosciuto l'uso del bronzo e del ferro (fine del VI secolo - inizi del V a.C.).

Gruppo A
Foto Stele
Statua Stele
di Casola
Gruppo B
Foto Stele
Statua Stele
di Taponecco
Gruppo C
Foto Stele
Statua Stele
di Bigliolo

Quelle del gruppo B si possono datare alla fine dell'età del Bronzo; la datazione di quelle del gruppo A si perde nella preistoria.

Le misure delle statue-stele sono molto varie: l'altezza va da circa 130 a 41 cm , la larghezza da 65 a 21 cm e lo spessore minimo da 20 a 4 cm.
Le misure di quella ritrovata a Falcinello sono rispettivamente nell'ordine cm 73, 28, 12,5.

 

Da "Appunti per una storia di Sarzana" di Ennio Callegari


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Ultima modifica
22.03.2008
Francesco Tacconi consulente ICTRealizzazione
Marco Arfanotti e Francesco Tacconi