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SCONFINANDO - 2008
XVII Festival Internazionale di
Musica e Suoni dal Mondo
Comune di Sarzana - Assessorato alla Cultura
Regione Liguria
Provincia della Spezia
Città di Sarzana - Itinerari Culturali s.c.r.l.
Fortezza Firmafede
Cittadella - Centro Storico
4 - 19 Luglio 2008
STAZIONI LUNARI (Italia)
Domenica 13 luglio - ore 21,30
Progetto speciale Sconfinando 2008
con Piero Pelù, Enzo Avitabile, Cisco,
Ginevra Di Marco, Francesco Magnelli,
Gabin Dabiré, Marzio Del Testa,
Andrea Salvadori
Con grande entusiasmo approda quest’anno Stazioni Lunari a Sarzana, nell’ambito di Sconfinando, festival che da diciassette anni esplora i molteplici aspetti musicali e culturali che arrivano da ogni parte del mondo.
Stazioni Lunari è un viaggio musicale anch’esso volto a curiosare, a scoprire e riscoprire la musica nella sua più ampia espressione e nella sua memoria popolare.
Un piccolo teatro in musica, in cui al gesto si sostituisce il suono, alla drammaturgia dello spazio, quella del tempo e della memoria.
Per l’occasione Stazioni Lunari ospita sul palco un cast d’eccezione, composto da Enzo Avitabile, Cisco, Ginevra Di Marco, Piero Pelù e Gabin Dabirè, eclettico polistrumentista africano la cui partecipazione è nata grazie alla collaborazione e al fruttuoso scambio di idee tra Stazioni Lunari e Sconfinando, due realtà che sembrano proprio nascere da necessità e progettualità simili, come bisogno antico e recente di elaborare, con l’aiuto del linguaggio musicale, sentimenti profondi e collettivi.
Francesco Magnelli
Stazioni Lunari nasce da un’idea di Francesco Magnelli, membro fondatore di C.S.I. e PGR, pianista, compositore, arrangiatore.
Spinto dalla necessità di interagire con altre esperienze musicali - poiché è anche attraverso queste che si determina il proprio percorso - si ritrova nel tempo alla ricerca di un terreno fertile (da sempre desiderato) dove la musica, e non quello che ci ruota intorno, è l’unica vera protagonista.
La voglia è quella di creare un porto, un punto di attracco per tutti quegli artisti (siano essi musicisti, cantanti o esponenti delle forme d’arte più varie) che hanno la spinta e la curiosità di confrontarsi con con amore, rispetto e dedizione, può davvero stupire e, a volte, far succedere ciò che non potremmo mai aspettarci.
Stazioni Lunari nasce per mettersi in gioco, per nutrire la curiosità, èun ristoro artistico.
È il luogo perfetto dove fermarsi per un po’ e poi ripartire portando con sé qualche esperienza in più.
È un progetto fra teatro e musica dove Ginevra Di Marco, unico elemento in movimento da una stazione all’altra, determina successioni e movimenti e favorisce incontri e commistioni fra i diversi mondi musicali.
Sul palco le stazioni lunari, stanze costruite con delle cantinelle di legno.
Non è una kermesse, né tantomeno una passerella: gli artisti restano tutti sul palco anche quando termina “idealmente” il loro compito.
La particolarità di questo evento sta nel fatto che ogni musicista, dalla propria stanza, può liberamente interagire con ciò che sta succedendo: c’è chi suona, chi contrappunta, chi armonizza con la voce, chi improvvisa, chi semplicemente sorride o si concentra nell’ascolto dell’altro.
Inoltre il cast artistico cambia a seconda del luogo e della cornice, facendo sì che ogni data diventi un evento unico, quasi irripetibile.
La musica proposta, assemblata, arrangiata e eseguita sul palco da Francesco Magnelli, Marzio Del Testa e Andrea Salvadori, proviene in parte dal repertorio di ogni artista, in parte viene scelta tra le canzoni che hanno accompagnato la vita di ognuno che così proporrà un aspetto di sé che generalmente in pochi conoscono, un volto diverso dal solito, lontano da particolari responsabilità, da obblighi contrattuali e d’immagine, lontano per una sera da ciò che il pubblico si può aspettare.
E se c’è un artista che è stato un raro, netto, inequivocabile spartiacque tra il vecchio e il nuovo, questo è certamente stato Domenico Modugno; istintivo e travolgente, indomabile come una forza della natura, è stato il talento più originale della canzone italiana del dopoguerra; ecco perché Stazioni Lunari ama ritrovarlo, spesso e volentieri, nelle sue canzoni: padre e ispiratore, ha operato una vera e propria rivoluzione nella forma “canzone” dimostrando che “canto” non significa altro che uso espressivo della voce e dei suoi timbri, dei suoi difetti, della sua inflessione, della sua natura musicale. Sul palco si respira piacere, sintonia.
E fra intersezioni gli altri, avendo modo di conoscere più da vicino coloro che solo apparentemente, per fortuna, sembrano così lontano.
La musica di per sé non costruisce muri e differenze, ma è un’arte che se perseguita artistiche, omaggi e gentilezze si nota evidente il piacere di trovarsi lì, una gioia di cantare e suonare insieme che è davvero raro riscontrare.
Voce:
Piero Pelù
Voce, sax:
Enzo Avitabile
Voce:
Cisco
Voce:
Ginevra Di Marco
Pianoforte e tastiere:
Francesco Magnelli
Strumenti africani:
Gabin Dabiré
Batteria:
Marzio Del Testa
Chitarre e tzouras:
Andrea Salvadori
Link:
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