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SCONFINANDO - 2008
XVII Festival Internazionale di
Musica e Suoni dal Mondo

 

Comune di Sarzana - Assessorato alla Cultura
Regione Liguria
Provincia della Spezia
Città di Sarzana - Itinerari Culturali s.c.r.l.

Fortezza Firmafede
Cittadella - Centro Storico
4 - 19 Luglio 2008

 

Angelique KidjoANGELIQUE KIDJO (Italia)
Venerdì 18 luglio - ore 21,30

“Il suo spirito è insopprimibile e lei dona la vita a tutto ciò che tocca.” - Peter Gabriel
Con DJIN DJIN, il suo nuovo album, Angelique Kidjo torna a casa.
La cantante, nominata quattro volte ai Grammy, molto
celebrata, autrice e performer, comincia la sua carriera nel porto del villaggio beninese di Cotonou, all’età di sei anni.
I disordini politici del suo paese la portano a Parigi, la capitale della world music, e infine a New York City, dove ora risiede.
La sua potente voce, la presenza scenica e la sua profonda conoscenza di svariate culture e lingue le hanno fatto guadagnare il rispetto dei suoi colleghi e consensi oltre ogni confine.
Ha anche conquistato il mondo dei movimenti umanitari, che colgono la passione nelle parole delle sue canzoni e nel lungo tempo dedicato a lavori di beneficienza globale.

Kidjo ha viaggiato lontano e ha affascinato il pubblico di innumerevoli palchi, parlando per conto dei bambini come volenterosa ambasciatrice dell’UNICEF.
Ora con DJIN DJIN e il ritorno alle sue radici musicali, Kidjo ha veramente chiuso il cerchio della sua vita portando artisti internazionali nel mondo musicale del suo paese d’origine.

Da bambina, Kidjo ebbe un colpo di fulmine nel vedere la copertina dell’album di Jimi Hendrix, che la portò a seguire le radici africane della musica statunitense, brasiliana e caraibica.
I risultati furono i tre album nominati ai Grammy, Oremi, Black
Ivory Soul e Oyaya.
Con DJIN DJIN (si pronuncia “gin gin”), Angelique Kidjo ritorna al soul del Benin e, per la prima volta, lo condivide con un cast stellare di ospiti, in un matrimonio di culture che ha un significato ben più ampio della sola musica.
Ispirata dalle tradizioni e dalla cultura del Benin, Africa dell’Ovest, il titolo dell’album si riferisce al suono della campana che saluta l’inizio di ogni nuovo giorno per l’Africa.

La diversità rappresentata da Alicia Keys, Peter Gabriel, Josh Groban, Carlos Santana, Joss Stone, Branford Marsalis, il produttore Tony Visconti, e gli altri che hanno contribuito a DJIN DJIN impartisce la lezione di questo progetto: per tutte le differenze nella musica del nostro tempo, il fiume dell’Africa scorre attraverso tutto.

La chiave è stata costruire DJIN DJIN su basi beninesi.
Il battito del cuore, quindi, viene dai percussionisti Crespin Kpitiki e Benoit Avihoue, entrambi membri della Gangbé Brass Band del Benin.
I dettagli dell’eredità ritmica del loro paese, in alcuni casi specifica di alcuni villaggi, nutrono i ritmi che accompagnano l’album.

A questo mix, Kidjo invita musicisti le cui basi fanno da complemento all’idea di DJIN DJIN:
il batterista Poogie Bell, conosciuto per il suo lavoro con Erykah Badu e Chaka Khan;
il mago della tastiera funk Amp Fiddler, i cui crediti includono Prince e George Clinton;
Larry Campbell, il cui lavoro multi strumentale ha fatto da cornice alla musica di Bob Dylan, Emmylou Harris e Paul Simon;
il bassista senegalese gigante Habib Faye, fisso al fianco di Youssou N’Dour;
il chitarrista Lionel Loueke, dalla leggendaria band jazz di Herbie Hancock;
Romero Lubambo, una meraviglia brasiliana i cui cerditi includono Diana Krall e Dianne Reeves;
Joao Mota, dalla Guinea-Bissau e il maestro di kora Mamadou Diabate.

Ciascun musicista è un virtuoso ma, più importante, è aperto a cogliere occasioni creative.
“Era importante per me che tutti questi grandi musicisti venissero con me indietro alle mie radici,” dice Kidjo.
“Non ho mai compromesso quelle radici perchè conosco la mia identità e ho imparato che per fare musica devi posizionarti tra altri individui che possono essere di culture e basi diverse, per poi scoprire che alla fin fine non siamo diversi per niente.”

Kidjo canta parte del nuovo materiale su DJIN DJIN nelle lingue del Benin, della Nigeria e del Togo: per questa missione i testi le sono arrivati dalla sua storia più profonda con un invito a vivere
ogni singolo momento il più pienamente possibile.

Giugno 2008: “Bono Vox chiama e l’Africa risponde”.
Un album di 12 cover della leggendaria band irlandese U2, in versione afro, con nomi eccellenti capitanati da Angelique Kidjo.
Harry Belafonte dice di lei: “è la persona in grado oggi di cambiare il modo in cui si guarda l’Africa e
far conoscere la verità”
.

Voce:
Angelique Kidjo

Chitarra:
Rubens De La Corte
Basso:
Habib Faye
Chitarra:
Joao Motta
Batteria:
Harvey Wirth
Percussioni africane:
Ibrahim Diagne “Thiokho”

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Ultima modifica
23.06.2008
Francesco Tacconi consulente ICTRealizzazione
Marco Arfanotti e Francesco Tacconi