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Lettere recapitate in ritardo: il Comune denuncia le Poste
 COMUNE - mercoledì 16 dicembre 2009 - Autore: ufficio stampa
Lettere recapitate in ritardo: il Comune denuncia le Poste Italiane

Sarzana 15.12.09_ E’ scontro a carte bollate tra il Comune di Sarzana e le Poste Italiane. Ieri pomeriggio la Giunta comunale ha definitivamente autorizzato l’ufficio legale, diretto dall’avvocato Fabio Cozzani, a procedere nei confronti delle Poste Italiane per ottenere il risarcimento relativo al mancato recapito della posta ai cittadini nei tempi stabiliti dalla normativa vigente.
Pomo della discordia la consegna nelle case dei sarzanesi di una lettera, firmata dal sindaco Caleo, nella quale [nel rispetto della legge sulla comunicazione istituzionale] si illustravano agli elettori le modalità per votare in occasione del referendum dello scorso giugno 2009.
Le lettere infatti anziché essere recapitate nei tempi stabiliti sono state consegnate ai sarzanesi addirittura alcuni giorni dopo la consultazione referendaria. Non solo. A fronte delle spiegazioni chieste dagli uffici comunali alle Poste Italiane, spiegazioni chieste anche sulla base del costo sostenuto dal Comune [circa 5mila euro], la risposta è stata davvero poco convincente se non del tutto evasiva.
Per le Poste infatti le cause del ritardo erano dovute ad “un carico di lavoro eccezionale” che la società non è stata in grado di smaltire. Giustificazione a dir poco inadeguata, pagate salatamene con i soldi dei cittadini, che anche a fronte delle ultime scelte compiute da Poste Spa [vedi chiusura sportello Ipercoop, questione sulla quale il sindaco ha chiesto più volte di incontrarsi con i vertici delle Poste senza ottenere risposta] hanno il sapore di una vera e propria beffa.
“Come è possibile –chiede il sindaco Caleo- pensare di spiegare un disservizio al cittadino con carenze di personale, lavorare senza avere un business plan indispensabile per un qualsiasi privato per poter prevedere situazioni di maggior carico di lavoro, salvo poi incassare ugualmente i soldi senza aver erogato il servizio?”.
A questo punto alle Poste Italiane non resta che valutare la possibilità di trovare un accordo con il Comune. Diversamente la palla passerà agli avvocati e al giudice.

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24.12.2009
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Marco Arfanotti e Francesco Tacconi