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Chiesa di Santa Maria

Organo in Santa MariaL'organo della cattedrale fu realizzato tra il 1840 e il 1842 dalla celebre fabbrica organaria "Fratelli Serassi" di Bergamo;
Giuseppe Federico Serassi lo consegnò alla Fabbriceria il 27 Settembre 1842, "alle ore 10 antimeridiane", alla presenza, tra gli altri, dell'allora maestro di cappella Antonio Maglioni e del "Sig. Maestro David Bini" di Pietrasanta, che alcuni giorni prima ne avevano effettuato con soddisfazione il collaudo.

La costruzione della cassa è opera di Giovanni Battista e Giulio Cesare Rolla, falegnami di San Terenzo e abituali collaboratori dei Serassi, su disegno dell'architetto spezzino Gerolamo Ruschi Ivani.

L'organo di grandi dimensioni, aveva due tastiere di 66 tasti, corrispondenti a "Grand Organo" e "Organo Eco", una pedaliera a leggio, circa 2500 canne e una settantina di registri.
Nelle intenzioni dei costruttori, tale strumento doveva costituire l'ultimo lavoro "da codeste parti" (dopo Castelnuovo, Ortonovo, Fosdinovo, La Spezia, ecc.), e quindi ne venne particolarmente curata la realizzazione, ad esempio con l'inserimento di registri poco usuali, quali, "Trombe a squillo" o "forzate" di ottone.

Pieve di Sant'Andrea

L'organo di Sant'Andrea 1764 con la bellissima cassa intagliata proveniente dalla Cattedrale e ha nel suo interno canne di grande interesse: in particolare, alcune file di "Ripieno in pi" con lastra molto spessa e incisione a mano del notazione d'intavolatura d'organo tedesca, sono con tutta probabilità ancora quelle costruite dall' "Alemano Stengh", forgiate a mano nell'antico cimitero di Sarzana (allora a fianco della Cattedrale), di rilevanza internazionale per rarità, oltre ad essere al momento le più antiche canne documentate e databili della diocesi.

Esemplari in altre chiese

Sarzana possiede altri organi antichi, spesso realizzati da quegli stessi artigiani chiamati per la costruzione o la riparazione dello strumento del Duomo.

In particolare, la forte presenza fino al 1840 di artigiani pistoiesi ha lasciato traccia negli organi delle chiese di Nostra Signoria del Carmine e di San Martino di Sarzanello, purtroppo trasformati in tempi recenti e bisognosi di un restauro storico; più simile alla fisionomia originaria è invece il "positivo ad arm" attualmente nella moderna Chiesa di San Venanzio (Crociata), anch'esso di tipica scuola toscana.

Testo Sergio Chierici


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Ultima modifica
22.03.2008
Francesco Tacconi consulente ICTRealizzazione
Marco Arfanotti e Francesco Tacconi