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Napoleon Festival | |||||||||||||||
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• Festival • Origini Sarzanesi • Genealogia • Repubblica Ligure • Edizioni Precedenti La Repubblica LigureNel 1796, a soli 27 anni, Napoleone Bonaparte viene nominato capo supremo dell'esercito francese. La repubblica di Genova, braccata via mare dagli Inglesi, minacciata nei confini dai francesi, ha sempre cercato di mantenere una difficile posizione di neutralità. Munita di un esercito inconsistente non poteva certo competere con quello francese molto più numeroso ed agguerrito; di contro gli inglesi, via mare, aiutati dai loro alleati corsi impedivano, con azioni di pirateria, alle navi piene di mercanzie di arrivare al porto di Genova, provocando notevoli danni economici. I due stati nemici usavano queste armi per far sì che la repubblica di Genova, il cui territorio era ritenuto strategico, e non di meno anche per la sua potenza economica, abbandonasse la sua neutralità a favore dell'uno anziché dell'altro. Ma la minaccia via terra era la più temuta e Napoleone che non era solo un grande stratega ma anche un arguto uomo politico, ordinò all'ambasciatore francese a Genova, Faipoult, di mettere cattiva luce l'aristocrazia genovese fomentando dei disordini contro di essa. Non fu un compito difficile, la Repubblica di Genova si fondava su di un sistema oligarchico che poco dava e molto pretendeva, soprattutto alle popolazioni del suo territorio; ed è proprio per questo che in molte località della Liguria vengono guardati con favore ed attecchiscono i principi di libertà ed eguaglianza proclamati dalla Rivoluzione Francese. Così i Giacobini genovesi, spinti anche dal Saliceti, amico di Napoleone e corso come lui, mandato come ambasciatore francese appositamente a Genova, non hanno difficoltà a fomentare la protesta. Alcuni di questi giacobini sono arrestati e ciò fornirà il pretesto per nuove insurrezioni popolari al fine di ottenerne la liberazione. Di contro, una parte di popolazione, munita di forte sentimento religioso, che intravedeva nei giacobini una minaccia per i loro principi, al grido di "Viva Maria" (saranno poi ricordati con questo nome) assalta l'ambasciata francese, minaccia di morte l'ambasciatore Faipoult che là stava rientrando di ritorno dal Palazzo Ducale, uccide un francese suo accompagnatore e ne ferisce altri. Seguono altri scontri con uccisione, pestaggi ed arresti di altri francesi e giacobini. Napoleone, dal suo quartiere generale nelle vicinanze di Tortona, aveva ordinato alle navi da guerra di avvicinarsi a Genova e di tenere in allerta le truppe pronte ad intervenire nel capoluogo ligure. Il Senato ligure, sentendosi fortemente minacciato, mandò una propria delegazione presso il quartiere generale di Napoleone, ove ricevette le condizioni di questi: liberazione immediata di tutti gli ostaggi, l'arresto di tutti coloro che avevano lottato contro i giacobini, il disarmo della popolazione e che il potere legislativo fosse affidato a due consigli rispettivamente di trecento e centocinquanta membri, mentre quello esecutivo temporaneamente ad un Consiglio con a capo un Doge, suggerendone anche i nomi, Carlo Cambiaso come Doge e fra i consiglieri Federici da La Spezia e Bacigalupo da Sarzana. Proprio i territori rappresentati da questi consiglieri erano stati fra i primi a far propri i nuovi principi di libertà ed eguaglianza. Così il 14 giugno 1797 nasce la Repubblica Democratica Ligure. Fu approvata una nuova costituzione con circa centomila voti favorevoli e diciassettemila contrari. La Costituzione prevedeva che il Senato fosse composto di trenta senatori che duravano in carica due anni e presieduto da un Doge che invece restava in carica per sei anni. I Magistrati erano invece sei (Supremo, di Giustizia, di Guerra e del Mare, dell'Interno, di Legislazione, delle Finanze). Venivano inoltre previsti gli Ordini Civili composti da duecento Possidenti, duecento Commercianti e cento Dotti. I codici sarebbero stati tre: quello Civile, quello Commerciale e quello Criminale. Non furono comunque periodi privi di lotte interne. La costituzione toglieva potere ai nobili e al clero e non v'è dubbio che questi fomentassero la rivolta. La Liguria rappresentava ormai per le mire espansionistiche francesi un territorio di importanza vitale e così, per garantire una maggiore stabilità di governo, il 7 dicembre 1799 vennero abolite tutte le istituzioni della Repubblica e tutti i poteri vennero affidati ad una "Commissione di Governo". In quegli anni il territorio della Liguria fu campo di numerose battaglie con le truppe Austro-Russe che tentavano di riconquistare Genova. L'esercito francese in Italia non era più sotto il comando di Napoleone perché impegnato prima nella campagna d'Egitto e poi nelle vicende politiche parigine. A capo dell'Armée d'Italie succedettero diversi generali a causa delle continue sconfitte inflitte dai coalizzati. A Genova fu mandato il generale Massena con l'incarico di tenerla finché non fosse arrivato Bonaparte che, ormai Primo Console dopo il colpo di stato del 18 brumaio (9 novembre 1799) stava riorganizzando l'esercito per effettuare una nuova spedizione in Italia e così riconquistarla. Nel capoluogo ligure, circondato via terra dalle truppe austriache e via mare dalla flotta britannica, Massena dovette subire un lungo e tremendo assedio. La popolazione era affamata, la peste infuriava, ma Massena non cedeva, doveva aspettare l'arrivo del Primo Console; i primi giorni di giugno del 1810, dopo circa trenta giorni di assedio il generale francese, che non riusciva più a controllare la popolazione affamata ed infuriata, dovette abbandonare la città. Genova restò però poco in mano agli Austriaci: Napoleone che nel frattempo era entrato in Italia con la vittoria di Marengo ed il trattato che ne seguì, riottiene anche la Liguria. Così il 24 giugno 1810, dopo soli 20 giorni dalla capitolazione di Massena, il comandante austriaco di Genova Hohenzollern consegno la città ai francesi comandati da Suchet. Nel 1802 Napoleone diede una nuova costituzione ed un nuovo governo alla Repubblica Ligure; supervisore del nuovo governo venne nominato un corso stretto amico di Napoleone: Antonio Saliceti, Ministro Plenipotenziario di Francia. Il controllo francese sulla repubblica era quindi più stretto. Il 18 maggio 1804 Napoleone venne proclamato imperatore dei Francesi ed il 17 marzo 1805 re d'Italia. In questo stesso anno Saliceti convinse i liguri a chiedere l'annessione del loro territorio alla Repubblica Francese. La costituzione del 1802 venne abrogata e venne dato un nuovo assetto amministrativo al territorio: la Liguria venne divisa in dipartimenti: DIPARTIMENTO DI GENOVA DIPARTIMENTO DI MONTENOTTE DIPARTIMENTO DEGLI APPENNINI DIPARTIMENTO DELLE ALPI MARITTIME In questo periodo, fu riorganizzata a Genova l'Università, ricostituito il Banco di San Giorgio, venne istituita una Camera di Commercio ed avviata la costruzione di molte strade. Il domino francese sulla Liguria durò fino al 18 aprile 1814, giorno in cui le truppe coalizzate al comando di Lord Bentinck, dopo una serie di vittorie riportate nel territorio ligure, entrano in Genova dopo una resa onorevole dei francesi propiziata dagli interventi del Sindaco Spinola e dal cardinale Spina che volevano evitare un altro duro assedio per la città come era avvenuto nel 1800. Il 12 novembre 1814, con il Congresso di Vienna, la Liguria viene annessa al Piemonte. (tratta dal libro "Napoleone Bonaparte le origini sarzanesi" di Federico Galantini. Società Editrice Buonaparte Sarzana 1999)
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